mag 18

Grande successo per i Marenia e Calimma in medioriente. E nella televisione nazionale saudita per la prima volta il canto di Maria Ylenia Trozzolo.

Grande successo per i Marenia e Calimma in medioriente.
E nella televisione nazionale saudita per la prima volta il canto di Maria Ylenia Trozzolo.

È stato un grandissimo successo il mini tour dei Marenia e Calimma nel medioriente. Iniziato all’insegna del divertimento, e dei primati, con la richiesta del personale della compagnia area Egypt Air, di tenere un concerto in volo,al Cairo, le due formazioni composte dagli artisti dell’Associazione illimitarte, sotto la direzione artistica dei Marenia, si sono esibite al Museo Nazionale di Riyad, per la festa dell’Europa, in occasione degli scambi culturali con gli altri paesi del mondo arabo, presso l’ambasciata italiana, ed a grande richiesta sulla televisione nazionale Saudi2. I diversi milioni di telespettatori hanno potuto assistere ad uno spettacolo rarissimo, che somiglia ad una vera rivoluzione, Maria Ylenia Trozzolo, cantante e Leader dei Marenia, ha potuto esibirsi senza indossare l’Abbaya e senza coprirsi il capo. Gli artisti hanno eseguito un brano arabo per ringraziare della storica possibilità. In un paese in cui si proibisce alle donne di indossare abiti colorati e di mostrare il volto, di guidare e che segue un’interpretazione rigida della legge islamica, la quale prescrive la pena di morte per omicidio, stupro, rapina a mano armata, traffico di droga, stregoneria, adulterio, sodomia, omosessualità, apostasia, terrorismo, tradimento, spionaggio, reati militari, questa esibizione ha un valore storico inimmaginabile. “L’Associazione Oasi Italia, l’Ambasciata italiana a Riyad, il Consolato, la Comunità Europea e le Autorità Saudite, hanno reso possibile un grandissimo evento di integrazione culturale”, chiosa Lello Cardone, musicista dei Marenia. Il diario di questa avventura è sul sito ufficiale www.marenia.net

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apr 28

Dario De Lucia presenta il nuovo Album

locandina per fbDario De Lucia, l’operaio poeta napoletano, presenta, domenica 28 aprile il suo nuovo album di canzoni e poesie dal titolo “Disordine e poesia”. La presentazione avverrà presso l’associazione culturale musicale “Illimitarte” Di Raffaele Cardone e Massimo Capocotta, con sede a Villaricca.
L’ingresso è gratuito su invito che è possibile richiedere via email all’indirizzo info@dariodelucia.com oppure al numero di telefono 333 83 93 539.

Dario sarà accompagnato dai “Briganti del Sud”, al piano Beniamino Casola, alle percussioni Giovanni Crispino e alla chitarra Marco Sampagnaro. La serata sarà allietata oltre che da poesie e canzoni che fanno parte del nuovo album, anche da un piccolo rinfreso.

Non mancate…

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apr 23

illimitarte al seminario dell’Università Suor Orsola Benincasa: ai confini del sociale

La musica come risorsa di crescita sociale nelle aree urbane complesse

Ciclo di seminari “Ai confini del sociale”

3° Seminario

Salerno, martedì 23 aprile 2013 - Aula Magna, via Matteo Della Porta 4

20130423Il ciclo di seminari “Ai confini del sociale” intende avviare una riflessione su alcune tematiche che si riferiscono ad attività situate, per così dire, “ai confini” della programmazione e dell’intervento realizzato dalle organizzazioni di servizio e dalle professioni sociali. Si tratta di “territori di confine” che impongono un ripensamento del lavoro sociale, per rispondere all’esigenza di conoscere mondi, culture, metodi e professioni che fanno servizi e producono nuova socialità.

Partendo dall’esperienza di “Concerto Musicale Speranza”, sviluppato e diretto dal Maestro Pino Ciccarelli, sarà possibile riflettere – in occasione del terzo seminario del ciclo “Ai confini del sociale” – su alcuni aspetti relativi alla musica come prezioso veicolo di integrazione sociale e di ‘apertura’ culturale in aree urbane complesse, soprattutto nell’Italia meridionale.

Nel corso degli ultimi anni, il sassofonista Pino Ciccarelli, prendendo le mosse dal repertorio strumentale devozionale e processionale di Marianella, Chiaiano e Piscinola, ha dato una nuova vita alla omonima e storica Banda Napoletana degli Anni ’60, elaborando musiche – bellissime e struggenti – suonate in una forma attuale, ma molto rispettosa della tradizione.

Per i laureati dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa la partecipazione agli incontri previsti dal ciclo di seminari “Ai Confini del Sociale”, darà diritto al riconoscimento di crediti extracurriculari.

 

Per gli studenti del Corso di Laurea in Scienze del Servizio Sociale e del Corso di Laurea Magistrale in Programmazione, Amministrazione e Gestione delle Politiche e dei Servizi Sociali la partecipazione agli incontri previsti dal ciclo di seminari darà diritto al riconoscimento di crediti curriculari.

martedì 23 aprile 2013 

ore 15,00

Indirizzi di saluto

Bianca Maria Farina
Responsabile dei Corsi di Laurea Unisob della Sede di Salerno
Presidente ALSOFORM

Introduzione al 3° Seminario

Michelangelo Iossa
Giornalista e Docente del Laboratorio “Linguaggi della Musica Popolare tra MTV Generation e Social Network” – Unisob

Intervengono

Pino Ciccarelli
Musicista, compositore e Direttore di “Concerto Musicale Speranza”

Massimo Capocotta
Musicista, compositore e componente di “Concerto Musicale Speranza” – Membro dell’Associazione Musicale Culturale Illimitarte

Nel corso del Seminario verranno proiettati video incentrati sul repertorio musicale di Pino Ciccarelli e di “Concerto Musicale Speranza”

ore 18,30

Chiusura dei lavori

Link al sito ufficiale: http://www.unisob.na.it/eventi/eventi.htm?vr=1&id=10997

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apr 13

Ineffable jazz quartet, il jazz abita sempre più a Napoli nord.

L’Agorà Jazz Festival, evento ormai nazionale che si tiene a Giugliano ogni estate in piazza Matteotti, vede il jazz in tutte le sue forme protagonista. Questo evento permette di scoprire e solidificare conoscenze artistiche e reti musicali, spesso costrette a trovare sbocchi alternativi dall’invasione ed oppressione degli uffici stampa e del mainstream commerciale.
La band di cui scrivo oggi è l’ineffable jazz quartet, con Enzo Grimaldi al pianoforte, Guido Russo al contrabbasso, Emilio Silva Bedmar, al sassofono, Pasquale De Paola alla batteria.
Tutti musicisti professionisti che operano da diversi anni nel panorama internazionale. Tutti con un invidiabile percorso di studi e con una fortissima voglia di cultura senza compromessi. La formazione è acustica, e miscela brani originali composti da Enzo Grimaldi a quelli più noti della tradizione popolare del sud Italia. Particolarissimi il canto delle lavandaie del Vomero, il canto dei Santedisti e la loro versione di Brigante se more.
Ancora una volta il jazz (che ricordiamo ebbe un magnifico esponente originario proprio dell’agro aversano, ovvero Lennie Tristano), fagocita tutto ciò che gli viene dato in pasto e lo ripropone con virtuosismo, sonorità ed accenti inediti, realizzando in quella magnifica arte che è l’improvvisazione.
Ho chiesto ad Enzo Grimaldi il perché di questo nome, e mi ha risposto che gli piaceva il fatto che la parola “ineffable” esistesse allo stesso modo sia in francese che in inglese, descrivendo ciò che a parole non può essere spiegato. L’ineffable jazz quartet, incarna lo spirito vero del jazz delle origini, quello dell’enorme mix di stili e di culture.
Mistura che ricorda a tratti il primo Bill Evans, ma non solo. Molti grandi compositori e musicisti hanno attinto alle culture sonore dei popoli e il segreto è non ingabbiare ciò che si compone in una scatola preconfezionata, perché inevitabilmente porta all’aridità.
L’ineffable Jazz Quartet è al primo disco, che uscirà in estate. La diffusione, sarà prima sui canali digitali e poi fisica. Intanto è possibile ascoltarli sulla compilation dell’Agorà Jazz Festival, e sui social network: ecco la pagina Facebook: www.facebook.com/ineffablejazzquartet La band ha anche vari video su You Tube tra cui quello del concerto al teatro Trianon.

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apr 12

Finti illimani: dalla nostra terra al Sudamerica, viaggio nel tempo e nella storia

Che strana sensazione ho provato quando ho ascoltato i Finti Illimani, un misto di gioia, saudade, storia, armonia, serenità, terrore, servilismo, guerra fredda, insomma, anche se sembra non sono impazzito (o almeno credo) e ve ne darò prova! Nonostante il nome ricordi gli Inti-Illimani, gruppo vocale e strumentale cileno nato nell’ambito del movimento della Nueva Canción Chilena e tuttora attivo, che abbiamo accolto in Italia dal 1973 al 1988, dopo l’esilio forzato causato in Cile dal colpo di stato del dittatore Pinochet, la F anteposta ad “Inti”, letteralmente in Quechua: “Sole”, fa subito sorridere e comprendere lo spirito della band. Ma chiarisco subito che essa non vive affatto di luce riflessa, ma ha una meravigliosa energia che trasmette con serena solidità. E qui provo a dare una spiegazione a ciò che ho provato ascoltando la band dal vivo a Popòdcast, programma di musica e cultura che viene prodotto negli studi dell’associazione illimitarte (lo trovate su iTunes). La gioia è arrivata subito per la grande solarità dei componenti del gruppo e la loro attenzione alle sonorità, agli equilibri tra le varie sezioni della formazione. Ciò indica anche molto rispetto reciproco ed affiatamento ma soprattutto preparazione musicale vera, sempre più rara in un mondo dello spettacolo invaso dal nulla totalizzante dei talent show e dei contest. Con la “saudade”, come biglietto, ovvero quella sorta di malinconia romantica e ricca di passione tipica dei paesi latini, ma che personalmente vivo anche a Napoli, Lisbona, ed altre città a me care, si può partire su un treno speciale, un treno che non teme gli ostacoli dello show business ma che li travolge, perchè ricco di contenuto. E la musica dei Finti illimani è cultura, bellezza, mista alla storia, come il ricordo di Allende, con la sua ultima telefonata in radio prima di essere ucciso, presente nel disco: “Quando i treni viaggiavano sicuri”, prodotto tramite Produzioni dal Basso. Il disco, con belle collaborazioni di Gordon Poole, Andrea Campese e Daniele Sepe, schiaffa davanti agli occhi anche il terrore generato dalle politiche scellerate di colonizzazione forzata da parte di alcuni paesi, anche appoggiando feroci dittatori, dal mondo ecclesiastico che, anche ad altissimi livelli, si è piegato con troppa facilità a falsi leaders, (vergognosa la benedizione di Giovanni Paolo II a Pinochet e la lettera di Sodano). Insomma da ascoltare i Finti Illimani, possibilmente non in mp3!

Lello Cardone

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mar 30

Pino Ciccarelli e Concerto Musicale Speranza

Chi si connette al sito di Pino Ciccarelli, http://www.pinociccarelli.com , ed accende le casse del computer, ascolterà una splendida musica, che immerge anche i più giovani in un etereo amarcord. Troverà una splendida donna (disegnata da Lucia Franciosa, come ogni contenuto grafico dei lavori dell’artista), che stende un manto di stelle ed immerso in esso “Concerto Musicale Speranza”. Il sassofonista e clarinettista, ma anche compositore, arrangiatore e Polistrumentista, è ormai una vera icona nella nostra area.

Didatta, sempre attento ai più giovani, con cui crea un invidiabile ponte di coesione, intriso di valori puri, quali il rispetto per le emozioni, per l’identità, per la storia della nostra terra, ha pubblicato sotto il nome di questa meravigliosa ed inedita formazione dinamica “Concerto Musicale Speranza”, il disco: “la questa dei musici ambulanti”.

Questa pubblicazione segue a breve distanza la precedente, anch’essa pregiata ed apprezzata in Italia ed oltre, dal titolo: “processione d’ammore”.
Ricerca, preziose atmosfere, romanticismo, nobiltà popolare e memoria, il vecchio ed il nuovo che si fondono, infinite collaborazioni, tutte di pregio, rendono ogni traccia del disco unica e ricchissima ora di malinconia, ora di calore, e ancora di tenerezza e di passione. Basti pensare al brano di Sergio Bruni “‘O ritratte ‘e Napule”, intenso e sconosciuto ai più, cantato meravigliosamente da Pietra Montecorvino, o come Piergiorgio /’a ‘nzeriata con gli A67. Ma un disco non va descritto, va semplicemente ascotato! Qualunque cosa si possa dire non riuscirà, per fortuna, a sostituirsi ad un buon ascolto. In questo suo secondo lavoro Pino Ciccarelli recupera parte del repertorio della antica banda Marianella – Piscinola diretta per lungo tempo dal padre, maestro di musica e talentuoso clarinettista, riproponendolo in veste più intima e godibile.

Ripresenta quelle vecchie musiche bellissime e struggenti, in una forma attuale ma rispettosa della tradizione, mettendone in luce la loro essenza dolce e malinconica e usando sapientemente strumenti bandistici per dare forma a canzoni ed arrangiamenti interessanti ed originali. Decine di generi musicali differenti si incontrano nel disco, creando quel meraviglioso Meltinpot che è la nostra millenaria cultura. Insomma, una perla. Come tanti artisti nella terra dei fuochi, assolutamente da scoprire e esserne fieri.

Lello Cardone

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mar 30

Sabato 6 Aprile stage gratuiti musicali illimitarte

20130131-012508.jpgTornano gli stages gratuiti del primo sabato del mese di illimitarte.

Gli esperti dell’Associazione Culturale Musicale illimitarte, insieme agli associati, sempre attenti allo sviluppo culturale dell’area, vi aspettano, previa registrazione sul sito (clicca qui), vi aspettano sabato 6 Aprile 2013 con il seguente programma:

 

 

 

Ecco il programma:

 

11:00 – “Il Voicing” a cura di Massimo Capocotta
12:00 – “Il Jazz: La ritmica nel fraseggio” a cura di Lello Cardone

15:00 – “Il canto lirico” a cura di Aldo Granese
16:00 – “La Chitarra Moderna” a cura di Lello Cardone

17:00 – “I talent show” a cura di Mauro Boccuni

 

18:00 – Speciale Popòdcast acoustic live music set:

 

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mar 20

Bruno Spagna e i tamburi della terra dei fuochi

Ho conosciuto Bruno Spagna oltre un decennio fa. Da sempre si è occupato di ricerche antropologiche etnomusicali.
Ha studiato popoli e tradizioni, danze e suoni. Eccellente percussionista e ballerino, ha realmente diffuso nel mondo, la cultura musicale di tutto il sud Italia. Da un po di anni, la sua ricerca ha messo a fuoco il vero obiettivo, la diffusione della pulsazione basilare, il tamburo. Bruno, ha compreso che il cuore del ritmo, dei balli popolari, delle usanze, dei riti, talvolta stratificati, è il tamburo. E nelle nostre tradizioni il tamburo più famoso è quello a cornice. Diffuso in tutto il mediterraneo, con sonagli (piattini) o senza, il tamburo a cornice vive un’era di grande popolarità ormai da millenni. Troviamo infinite varianti, noi abbiamo le tammorre, per le tammurriate, plurale già, perché ne sono diverse.
Il Salento, la Calabria e la Sicilia hanno tamburelli per le pizziche e le tarantelle. Bruno ha insegnato e si è esibito in diversi festival di di caratura internazionale, brevettando anche un sistema per accordare i tamburi a cornice. Con una laurea internazionale in tasca e dieci anni in giro per il mondo, contribuisce ogni giorno alla ricerca ed allo sviluppo della cultura musicale della nostra terra. Tanti anni fa ascoltai una storia, un pastore guardò una pecora alzare la testa e scoprire il cielo. Da allora quella pecora non seguì più il gregge ed il pastore chiese al figlio di ucciderla. Perché una pecora che non segue il gregge diventa pericolosa per tutte le altre. Il figlio del pastore, piangendo, la uccise, ma la sua pelle divenne un tamburo, il tamburo di un altro grande percussionista: Alfio Antico.
Bruno Spagna dai Camaldoli al mondo intero e dal mondo intero nella nostra terra. Come una spugna ha assorbito e scoperto, costruito ed inventato suoni, ritmi, tamburi. Allora insistiamo e chiediamo di sostenere sempre i nostri talenti.
Perché ciò che mi fa rabbia è che con delle risorse così di alto profilo, che il mondo non solo ci invidia, ma sostiene, con titoli, media e riconoscimenti, non si riesca, per mera ignoranza e superficialità della peggiore classe politica del mondo, quella italiana, a comprendere che l’Italia può rinascere con l’arte e la cultura, perché abbiamo realmente le risorse, le menti ed il talento che possono fare la differenza.

Lello Cardone

Trovate Bruno Spagna su www.brunospagna.it

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mar 08

Aldo Granese & la Diaspora Band

imageOggi il mio viaggio ha come meta uno strano luogo dove trovo un’arpa dai fili di ferro. Questo è il titolo dell’ultimo disco di Aldo Granese & La Diaspora Band, artista poliedrico, autore presente anche in antologie di poesia. Aldo è un cantante ed autore di Nola, docente di canto e polistrumentista.
Il disco contiene 16 tracce con 8 brani e 8 sonetti introduttivi. l’opera è autoprodotta ed è edita dalla Zurigo edizioni musicali, mentre l’etichetta è Smile Records di Casalnuovo.
Il lavoro è estremamente pregiato e particolare ho avuto modo di incontrare Aldo e di fargli alcune domande
D.: come è nato questo disco? 
A.: dalla mia idea iniziale, che non avesse alcun tipo di ancoraggio temporale con la situazione odierna. Ho pensato ad un disco che sia attuale sempre, pensiamo a molti dischi che hanno sonorità “alla moda” riconducibili ad un tempo ben preciso. Quando ho lavorato a quest’opera ho deciso di non farlo suonare “alla moda” e spero di essere riuscito e non mi rifaccio ad un canovaccio retrò, contrariamente a tanti artisti che ricalcano le sonorità del periodo cantautorale nel loro momento clou. Ho agito nel modo più libero possibile, perchè ciò che mi premeva era creare delle suggestioni, prima che musicali, letterarie, in modo che restasse nella testa la storia, al pari di un romanzo.
D.: Un Concept Album quindi?
R.: Si, mi sono ispirato ai concept degli anni 70 come logica. “L’arpa dai fili di ferro” trae il proprio titolo da “Die Drahtharfe” raccolta poetica di Wolf Biermann del 1965, pur non avendo, però, alcun punto di contatto con tale opera. Del grande autore tedesco intende ricalcare la caustica irriverenza e la patetica indignazione nei confronti di un mondo infame che non ha pietà e rispetto per nessuno. Questo concept narra la storia di due giovani promessi sposi immaginata in Germania ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, ma trasportabile nel contesto spazio-temporale di qualsiasi altra guerra. Il racconto è affidato a una serie di sonetti introduttivi alle varie canzoni, che invece costituiscono i momenti ”lirico-contemplativi” della vicenda. Si parte da una totale sfiducia nei confronti di Dio e del destino per approdare, nell’ultimo capitolo, in seguito all’amore recuperato, ad una riconciliazione dei concetti di bene e male, che finiscono per sovrapporsi nella mente del protagonista, costretto da ora in avanti a restare sempre sul chi vive, malgrado la serenità apparentemente ritrovata.

Lello Cardone

Per scaricare il Live su Popòdcast clicca qui

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mar 01

Torna il primo sabato del mese illimitarte

20130131-012508.jpgTornano gli stages gratuiti del primo sabato del mese di illimitarte.

Gli esperti dell’Associazione Culturale Musicale illimitarte, insieme agli associati, sempre attenti allo sviluppo culturale dell’area, vi aspettano, previa registrazione sul sito (clicca qui), vi aspettano sabato 2 marzo 2013 con il seguente programma:
Ecco il programma:

10:00 – Ear Training 3 con Massimo Capocotta
11:00 – Il Jazz 1 con Lello Cardone

16:00 – Strange World – Gli strumenti entici a cura di Massimo De Vita
17:00 – La Batteria – A cura di Nicola Orabona

18:00 – Immigrazione: storie di vita, tra solidarietà e l’integrazione che non c’è. Incontro con la presenza di fratelli immigrati dell’Associazione 3 Febbraio

20:00 – Presentazione e live set acustico del disco “L’arpa dei fili di ferro di Aldo Granese & la Diaspora Band.

 

 

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